Presentato a Parigi il rapporto dell’UNESCO sull’educazione “Reimagining our Future together: A new social Contract for Education” (10 novembre 2021)

 

Il 10 novembre, nell’ambito dei lavori della 41ma Conferenza Generale dell’UNESCO, si è tenuto un incontro di presentazione del rapporto “Reimagining our Future together: A new social Contract for Education”, elaborato dalla Commissione Internazionale sul futuro dell’educazione.

 

Il rapporto, partendo dalla constatazione che la pandemia in corso sta dimostrando tutta la nostra fragilità e interconnessione, evidenzia il ruolo trasformativo dell’educazione di qualità, inclusiva e permanente, nel favorire i cambiamenti sociali necessari, facendo riferimento a un “nuovo contratto sociale per l’educazione” incentrato sui diritti umani, sulla non discriminazione, sulla giustizia sociale, sulla dignità umana e sulla diversità culturale.

Nel discorso introduttivo dei lavori la Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha sottolineato come, alla luce dei gravi problemi causati dalla pandemia da Covid-19, si rende sempre più necessario pensare a nuove strategie educative più vicine alla realtà e in grado di superare e affrontare le sfide dei nostri tempi.

 

Sempre il 10 novembre si è poi tenuto il Global Education Meeting dei Ministri dell’Educazione e delle Finanze, organizzato dall’UNESCO insieme al Governo francese. Nell’incontro è stato ribadito l’impegno della comunità internazionale a promuovere il ruolo dell’educazione di vettore per il raggiungimento degli obbiettivi di sviluppo sostenibile e a sostenere i necessari investimenti nel settore.

 

Ai lavori, aperti dalla DG dell'UNESCO, dal Presidente francese Emmanuel Macron e dal Capo di Stato etiope, Sahle-Work Zewde, Presidentessa della Commissione Internazionale per il Futuro dell’Istruzione, ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione italiano Patrizio Bianchi.

 

Nel suo intervento il nostro ministro ha sostenuto che “l'Istruzione è la chiave per superare le grandi sfide che stiamo affrontando: la pandemia, i cambiamenti climatici, le disuguaglianze e la povertà sociale ed economica. Dobbiamo riconoscerle questo ruolo, investire sempre di più, sostenere l’UNESCO che, con la sua azione, richiama tutti i Paesi a una maggiore attenzione alle politiche educative, in termini di stanziamento di risorse finanziarie e di capitale umano. Questo significa che ogni governo deve passare dagli interventi per fronteggiare le crisi a quelli per prevenirle, per gestire i cambiamenti e proteggere il nostro futuro dai rischi. Abbiamo bisogno di un approccio coordinato e di interventi per chi è più svantaggiato, per gli studenti e le scuole più emarginati. Combattere la povertà educativa è combattere la povertà futura”.

 

Al termine dell’evento i Paesi membri hanno adottato la “Dichiarazione di Parigi”, attraverso la quale hanno ribadito l’impegno a sostenere i finanziamenti per garantire un'Istruzione di qualità, inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

 

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Immagine: unesco.org

 

16 novembre 2021