Pubblicato il Global Education Monitoring Report dell’UNESCO sull’Educazione sessuale in 50 Paesi del mondo

 

I profili di 50 nazioni nelle loro politiche e attività di Educazione sessuale “comprensiva”  sono stati pubblicati nel Global Education Monitoring Report-GEM dell’UNESCO il 15 febbraio scorso.

 

Il nuovo Gem-Report, dal titolo “Comprehensive sexuality education (CSE) country profiles”, è stato lanciato online in un webinar UNESCO  cui ha preso parte Stefania Giannini, Vice Direttrice Generale dell’UNESCO per l’Educazione, insieme ad alcuni Ministri dell’Educazione dei Paesi oggetto del monitoraggio. L’Educazione sessuale “comprensiva” prevede un insegnamento di tipo trasversale e olistico sugli aspetti cognitivi, emozionali, fisici e sociali della sessualità, attraverso le materie dei curricula scolastici e non come insegnamento singolo.

 

E’ questa l’idea dell'UNESCO di una corretta educazione sessuale nelle scuole, già lanciata nel 2018 con un documento di linee guida sull’Educazione sessuale a cui è seguita anche una campagna di promozione.

 

Un approccio comprensivo del curriculo scolastico, che coinvolga più discipline, è quindi cruciale, secondo l’UNESCO, alla salute e al benessere dei giovani. Crescendo ogni individuo deve compiere scelte che coinvolgono la propria sfera fisica e psicologica e, tuttavia, sono ancora molti coloro che non hanno le basi per prendere questo tipo di decisioni.

 

Secondo i dati UNESCO, nella fascia d’età tra 15 e 19 anni ci sono ancora circa 10 milioni di gravidanze non volute, le cui complicanze diventano la principale causa di morte nella stessa fascia d’età. Nel Sud-Sahara africano il virus HIV colpisce le adolescenti da 2 a 7 volte in più rispetto ai loro coetanei. Sempre nella fascia stessa fascia d’eta si stima infine che una ragazza adolescente su quattro, sposata o in coppia, abbia subito almeno una volta violenza sessuale dal partner.

 

Dal profilo di queste 50 nazioni  emerge che solo il 20% ha una normativa sull’educazione sessuale e solo il 39% ha iniziative specifiche al riguardo. E’ comunque obbligatoria alla scuola primaria nel 68% e nel 76% alla secondaria. Otto su 10 forniscono anche formazione in Educazione alla sessualità agli insegnanti.

 

 

17 febbraio 2023