Rapporto Invalsi 2025: meno dispersione scolastica, stabili le criticità dei risultati in matematica e italiano e restano alti i divari territoriali

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Secondo il Rapporto 2025 diffuso dall’Istituto di Ricerca Invalsi, la dispersione scolastica in Italia è passata dal 12,7 del 2021 all’8,3 – 8,5% del 2025, anticipando così l’obiettivo del 10,2% fissato dal PNRR per il 2026. Questo dato decisamente positivo si accompagna però con una costante fragilità nell’apprendimento della matematica e dell’italiano e con la persistenza di significativi divari territoriali, particolarmente marcati nelle regioni del mezzogiorno già a partire dalla scuola primaria, che si accentuano nei gradi superiori.

La sfida dei prossimi anni consisterà quindi nel garantire che l’ampliamento della partecipazione scolastica si traduca anche in un miglioramento dell’offerta formativa attraverso la personalizzazione degli apprendimenti, assicurando equità, qualità ed inclusione come pilastri fondamentali del sistema educativo italiano.

L’UNESCO, l’agenzia delle Nazione Unite specializzata nell’educazione, è fortemente impegnata nel contrastare le molteplici problematiche che affliggono il settore in tutte le regioni del mondo, dall’abbandono scolastico, alle pari opportunità e al divario di genere nell’istruzione, nel quadro della Dichiarazione di Incheon del 2016 che stabilisce gli obiettivi per il 2030. Il suo maggiore strumento per l’azione è il Rapporto Globale sul monitoraggio dell’Educazione, basato su una raccolta di dati, che annualmente ha il compito di analizzare i progressi riguardo al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicato all’istruzione di qualità inclusiva e permanente.