Nella sede del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (CUEBC) a Villa Rufolo (Ravello), il 2 e il 3 dicembre si è svolto un incontro internazionale dal titolo “International Cooperation in the Protection of Underwater Archaeological Heritage: state of the art and perspectives 30 years after the first CUEBC Conference (Ravello, 1993)”.
La tavola rotonda ha inteso dare seguito alla prima Conferenza CUEBC, organizzata a Villa Rufolo a Ravello nel maggio 1993, riconoscendo l’importanza dei principi della Convenzione dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo (2001) con l’obiettivo di favorirne una più ampia conoscenza e di fornire una solida base per ulteriori negoziati su una questione di interesse comune a tutti i Paesi del Mediterraneo.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di diversi Paesi, che hanno condiviso politiche, sfide e difficoltà, identificando interessanti opportunità di collaborazione. L’incontro ha fornito un contributo anche nella lotta alle reti criminali coinvolte nel traffico e nel recupero dei beni culturali esportati illecitamente.
All’incontro ha partecipato anche il Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Enrico Vicenti che nel suo intervento ha fatto il punto sulle iniziative di cooperazione internazionale nell’ambito della protezione del patrimonio subacqueo, illustrando i princìpi della Convenzione, ed ha ricordato due importanti iniziative originate dall’adozione della Convenzione: la campagna di prospezioni archeologiche nel Banco Skerki, una grande zona archeologica situata tra Sicilia, Sardegna e Tunisia, crocevia di numerose rotte commerciali del Mediterraneo antico e moderno che custodisce numerosi reperti archeologici di eccezionale valore storico, artistico e culturale, e l’iscrizione nel 2023 del Parco archeologico di Baia (NA) nel Registro delle Buone Pratiche della Convenzione.
All’inizio degli anni ’80 Il Centro Universitario Europeo per i Beni culturali è nato come sperimentatore e pioniere di quella che dovrebbe essere l’Università europea per i beni culturali. Tra le attività del CUEBC ricordiamo, oltre alla ricerca, ai corsi di formazione, alla divulgazione scientifica, anche la stesura del Piano di Gestione della Costiera Amalfitana, iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1997 come “Paesaggio culturale”, e il recente accreditamento presso la Rete delle Cattedre UNESCO per l’archeologia subacquea in qualità di “osservatore”.
