“Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas”: ecco il 61° sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

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Il Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Parigi nella sua 47° sessione, ha deciso sabato 12 luglio l’iscrizione del sito seriale “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Le domus, letteralmente le “case delle fate”, sono tombe scavate nella roccia che testimoniano le pratiche funerarie e religiose, ma anche, nel loro ispirarsi all’architettura dei vivi, l’evoluzione sociale delle comunità neolitiche sarde. Caratterizzate da articolati sistemi planimetrici e decorativi, rappresentano la più estesa manifestazione di architettura funeraria ipogea del Mediterraneo occidentale, a partire dal Neolitico Medio I (V millennio a.C.), fino agli albori della Civiltà Nuragica.

Il sito seriale è formato da una serie di componenti dislocate in tutta l’isola, in particolare nella parte centro-settentrionale, spesso raggruppate in necropoli verosimilmente associate a insediamenti, villaggi e luoghi di culto.

La candidatura, promossa dall’Associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle domus de janas, con il Comune di Alghero come capofila, è stata coordinata dall’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura e sostenuta dalla Regione Sardegna per l’aspetto finanziario.

A conferma del primato globale del nostro Paese nell’ambito del prestigioso riconoscimento UNESCO, “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” è il 61° sito italiano del Patrimonio Mondiale, il secondo della Sardegna dopo il nuraghe “Su Nuraxi” di Barumini.

 

Foto: Tomba VIII della necropoli di Sant’Andrea Priu – Bonorva (SS) © Sergio Melis, dal dossier di candidatura.