“Via Appia. Regina viarum”: ecco la candidatura italiana alla Lista per il Patrimonio Mondiale UNESCO per il 2024

Si è riunito oggi presso il Ministero della Cultura il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che ha deliberato quale candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2024 la “Via Appia. Regina viarum”.

 

La candidatura si basa sui criteri iii, iv e vi della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale (1972). Per quanto riguarda il criterio iii, la via Appia costituisce testimonianza eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa in quanto modello delle viae publicae, che contribuirono alla diffusione della civiltà urbana e all’unificazione culturale di tutte le genti del mondo romano. La via fu la prima delle grandi strade che attraversavano l’impero, costruita con tecniche ingegneristiche innovative, e costituisce un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico capace di illustrare una fase significativa nella storia umana (criterio iv). Inoltre, le prime 12 miglia della strada, caratterizzate da famosissimi monumenti, costituiscono uno dei tratti dell’itinerario più celebrati nell’arte attraverso i secoli; in quanto materialmente associata a opere artistiche o letterarie, presenta caratteristiche che soddisfano il criterio vi della Convenzione.

 

La riunione del Consiglio Direttivo è stata preceduta dall’Assemblea annuale alla quale ha rivolto un breve saluto il Sottosegretario alla Cultura con delega alle tematiche UNESCO, On. le Gianmarco Mazzi, che ha sottolineato l’importanza della cura, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano e della collaborazione con l’UNESCO che consente il perseguimento di obiettivi che sono alla base della carta costituzionale. La lotta al traffico illecito dei beni culturali, il rafforzamento del ruolo della cultura come strumento di dialogo tra i popoli e l’impatto della crisi climatica sul patrimonio culturale sono alcune delle sfide principali da affrontare in collaborazione con l’UNESCO.

 

Il Presidente della Commissione Nazionale, Franco Bernabè, ha illustrato i punti salienti dell’azione dell’UNESCO nel 2022 nei settori educazione, con ben 4 Conferenze mondiali, incluso il “Transforming Education Summit” di New York, e, in ambito culturale, con la “Conferenza Mondiale sulle politiche culturali e lo sviluppo sostenibile” che ha rilanciato la cultura come bene pubblico prioritario per affrontare le principali sfide globali.

 

Nel 2022 l’Italia ha ottenuto 11 nuove iscrizioni alle varie iniziative UNESCO: 8 Cattedre UNESCO, 1 Learning City e 2 elementi del Patrimonio Culturale Immateriale.

 

Tra le numerose iniziative della Commissione Nazionale, Bernabè ha ricordato gli eventi per le celebrazioni dei 50 anni della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale (1972), quali la mostra “Vicino/Lontano. Viaggio alla scoperta del patrimonio culturale e naturale dell’immigrazione in Italia”, organizzata con il Centro Studi sul Mediterraneo del CNR, il Sistema Biblioteche di Roma Capitale e l’Azienda Speciale PalaExpo al Palazzo delle Esposizioni di Roma e in 4 biblioteche comunali, e la conferenza “Pasolini, l’UNESCO e la marginalità dei luoghi”, che si è tenuta a Bologna in collaborazione con l’Università Alma Mater Studiorum.

 

Tra gli obiettivi del 2023 si segnalano iniziative in favore dell’educazione alla sostenibilità, la presentazione di nuove candidature italiane alle varie iniziative dell’UNESCO e la costituzione di un tavolo di alto livello sul ruolo dell’UNESCO nella promozione della pace attraverso educazione, scienza e cultura, di fronte alla guerra scatenata dall’invasione russa dell'Ucraina.

 

 

 

20 gennaio 2023