Workshop “2005-2025: Vent’anni della Convenzione UNESCO. Proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali”

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Lo scorso 28 novembre, in occasione del ventesimo anniversario dell’adozione della Convenzione UNESCO del 2005 sulla Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali, la Direzione Generale per gli Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura ha organizzato il workshop “2005-2025: Vent’anni della Convenzione UNESCO. Proteggere e promuovere la diversità delle espressioni culturali”. L’iniziativa si è svolta presso la sala Spadolini della sede del Ministero della Cultura, via del Collegio romano, 27 a Roma.

La Convenzione UNESCO del 2005, ratificata dall’Italia il 2 febbraio 2007, costituisce uno degli strumenti fondamentali del diritto internazionale volto a sostenere e promuovere la diversità culturale attraverso le molteplici forme della creatività. Essa riconosce il valore delle culture, delle lingue e delle espressioni artistiche come elementi essenziali per lo sviluppo sostenibile, la cooperazione internazionale e il dialogo interculturale. Obiettivo del workshop, al quale hanno partecipato esperti, professori e attivisti di paesi diversi, è stato proprio quello di favorire un confronto su temi quali l’educazione, le politiche culturali e la digitalizzazione.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali dell’Onorevole Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato con delega alle imprese culturali e creative, che nel messaggio inviato ha ricordato anche il ruolo centrale della conferenza internazionale Mondiacult nella quale è stata riconosciuta la cultura come diritto fondamentale dell’uomo; sono seguiti i saluti della Senatrice Lucia Borgonzoni – Sottosegretario di Stato con delega alle imprese culturali e creative – che ha sottolineato l’importanza delle diversità in un mondo tendente all’omologazione. Entrambi hanno posto l’attenzione sulle sfide e sulle possibilità dell’uso dell’Intelligenza artificiale. Sono seguiti i saluti della Direttrice Generale della DG Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura Mariassunta Peci e della Direttrice del Servizio II Unesco Luisa Lerda che hanno dato inizio alla giornata dedicata a quella che la Dottoressa Peci ha definito la meno nota fra tutte le grandi convenzioni UNESCO.

Il workshop si è articolato in tre panel. Il primo, dedicato alla salvaguardia e alla protezione delle diversità culturali nel mondo, soprattutto in Africa ha visto, fra gli altri, la partecipazione di Michel Sabo, esperto culturale del Burkina Faso che ha portato l’esempio delle attività del proprio paese e della direttrice della sezione cultura dell’Ufficio UNESCO in Europa Frederique Aubert che ha ricordato come la cultura rappresenti il 3,1% del PIL mondiale e offra il 6,2% dei posti di lavoro a livello globale. La convenzione del 2005, inoltre ha sottolineato, è l’unica convenzione dell’UNESCO a dedicare un articolo intero (art.11) al ruolo della società civile. La Professoressa di Diritto Internazionale Federica Miucci ha spiegato come la convenzione 2005 riconosca la duplice natura commerciale/naturale delle attività culturali.

Il secondo Panel si è concentrato sulla promozione della diversità culturale attraverso i media e su come nuove piattaforme possano ampliare la partecipazione: un esempio è stato presentato dalla direttrice generale del Culture and Development East Africa, Ayeta Anne Wangusa che ha illustrato il caso virtuoso della Radio Midundo in Tanzania quale mezzo per promuovere libertà artistica e uguaglianza di genere. Infine, nel terzo panel si è parlato di arte e creatività per le città del futuro ed è intervenuta anche Silvia Sitton, focal Point di Modena Città Creativa UNESCO, che ha presentato alcuni progetti ponendo l’accento sull’impegno di democratizzare la cultura e avvicinare le persone alla città.

Il workshop può essere visionato sul canale YouTube del Ministero della Cultura.