Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e organizzazione

L’irrigazione tradizionale utilizza la gravità e costruzioni fatte a mano come canali e fossati per distribuire l’acqua dai punti di raccolta presenti in natura (come sorgenti, ruscelli e ghiacciai) ai campi. I praticanti scelgono giorni e periodi specifici per deviare manualmente l’acqua e l’inizio o la fine della stagione dell’irrigazione è spesso accompagnato da incontri sociali e festività.

L’irrigazione tradizionale richiede una profonda conoscenza del paesaggio naturale, del flusso d’acqua e delle condizioni meteorologiche, nonché una stretta collaborazione tra i responsabili della distribuzione dell’acqua (come agricoltori e proprietari terrieri) e altri soggetti coinvolti nella manutenzione delle strutture fisiche (come cooperative idriche e autorità locali).

La pratica viene in genere trasmessa alle generazioni più giovani in modo informale, attraverso l’osservazione e la formazione da parte di membri esperti, sebbene anche le cooperative, le associazioni, gli studiosi e le istituzioni svolgano un ruolo importante nella trasmissione del sapere. Per i praticanti, l’irrigazione tradizionale e i secolari sistemi di canali a essa legati sono forti marcatori identitari.

La pratica è legata a un vocabolario specifico e le conoscenze richieste (come la comprensione dell’impatto del ciclo lunare sul flusso dell’acqua e le abilità legate alla lavorazione del legno) possono essere applicate ad altri aspetti della vita dei portatori e delle comunità circostanti.

L’Irrigazione tradizionale è stata iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale nel 2023.

Per saperne di più, visitate il sito dell’UNESCO:

https://ich.unesco.org/en/RL/traditional-irrigation-knowledge-technique-and-organization-01979

 

 

Foto di Daniela Donolato © Heimatpflegeverband Südtirol, 2021, tratta dal dossier di candidatura