Dal patrimonio mondiale alle riserve MAB, 4 esempi di accessibilità italiani: Valcamonica, Dolomiti, paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e Parco Delta del Po

Il tema dell’accessibilità fisica, sensoriale e culturale del patrimonio è legato a quello della “democratizzazione della cultura”. L’accessibilità è infatti ormai vista come uno strumento per realizzare l’uguaglianza culturale e sociale e alimentare la crescita intellettuale di un popolo in cui il fruitore è posto al centro dell’esperienza culturale. Per fruitore si deve intendere qualsiasi persona con esigenze specifiche, quindi tutti noi, non solo diversamente abili, ma anche donne in gravidanza, bambini, genitori, anziani, persone con specifiche esigenze alimentari e così via.

L’impegno dell’ONU in materia di protezione dei diritti delle persone con disabilità è dimostrato dalle numerose iniziative promosse: nel 1975, viene adottata la “Dichiarazione sui Diritti delle Persone con Disabilità”. Il 1981 viene proclamato Anno Internazionale delle Persone con Disabilità, l’anno seguente viene formulato il Programma Mondiale di Azione riguardo alle Persone con Disabilità. Per fornire un arco di tempo durante il quale i Governi e le Organizzazioni implementassero le attività raccomandate nel Programma, è stata proclamata la Decade delle Persone con Disabilità (1983-1992). L’osservanza annuale della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità è stata proclamata nel 1992 e viene celebrata il 3 dicembre in tutto il mondo. Questa ricorrenza intende promuovere la sensibilizzazione sui problemi della disabilità e richiamare l’attenzione sui benefici di una società inclusiva e accessibile per tutti. Infine, nel 2006 è stata approvata la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano nel 2009. All’Articolo 1 si legge che per persone con disabilità si intendono tutti quegli individui che “hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società̀ su una base di eguaglianza con gli altri”. L’Articolo 6 rivolge la sua attenzione alle donne disabili, riconoscendo che queste ultime sono soggette a discriminazioni multiple.

Anche l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile contiene diversi riferimenti all’accessibilità, articolati in 17 Obiettivi. L’Obiettivo 11 – Rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili, impegna gli Stati a fornire un accesso sicuro e sostenibile a sistemi di trasporto nonché un accesso universale agli spazi verdi e pubblici, prestando particolare attenzione alle categorie più vulnerabili della società come donne, anziani, bambini, persone con disabilità. Si fa riferimento alla disabilità anche in altri Obiettivi, come l’Obiettivo 4, che si concentra sull’eliminazione delle disparità di genere nell’istruzione e sulla garanzia di pari accesso a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale per i più vulnerabili, comprese le persone con disabilità. L’Obiettivo 8 mira a promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile, un lavoro dignitoso e ugualmente retribuito per tutte le donne e per tutti gli uomini, comprese le persone con disabilità. L’Obiettivo 10 si sforza di ridurre la disuguaglianza all’interno e tra i Paesi, responsabilizzando e promuovendo l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, comprese le persone con disabilità. Infine, l’Obiettivo 17 incoraggia a rafforzare il sostegno allo sviluppo dei Paesi emergenti, dei Paesi meno avanzati e dei Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo, incrementare la disponibilità di dati di alta qualità, immediati e affidabili andando oltre il profitto, il genere, l’età, la razza, l’etnia, lo stato migratorio, la disabilità, la posizione geografica e altre caratteristiche rilevanti nel contesto nazionale.

Anche a livello nazionale, il superamento degli ostacoli per una massima fruizione da parte degli utenti ha rappresentato dal 2008 a oggi uno dei maggiori campi di intervento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (oggi Ministero della Cultura) che ha pubblicato le Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale. È stato realizzato anche il progetto “A.D. Arte” , nato per fornire a visitatori, studiosi ed esperti, informazioni, certe e verificate, sulle reali condizioni di accessibilità ai musei e alle aree archeologiche statali aperti al pubblico.

Alcune domande sorgono spontanee. Come si può dunque conciliare la tutela e la protezione dei siti garantendo allo stesso tempo una più ampia fruizione del patrimonio e la sua trasmissione alle generazioni future? Come si possono abbattere le barriere all’accessibilità nei monumenti storici e nei siti culturali tenendo conto dei vincoli architettonici e rispettando i requisiti di legge? Come si può accettare che siti o monumenti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, che dovrebbero essere universali e riunire culture, possano essere ancora inaccessibili ad alcune categorie di persone in un mondo dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa il 15% della popolazione globale vive con una qualche forma di disabilità? Come si può facilitare l’accesso senza minacciare il valore del patrimonio degli edifici e dell’ambiente in cui sono inseriti?

Di seguito analizzeremo come viene declinato il tema dell’accessibilità di un più ampio pubblico possibile in alcuni siti  del Patrimonio Mondiale e delle Riserve della Biosfera.

Il sito Patrimonio Mondiale dell’Area Rupestre della Valcamonica, primo sito italiano, iscritto nel 1979, è in continua evoluzione affinché questo patrimonio sia reso accessibile a persone con diversi gradi e tipi di difficoltà motorie, visive, ecc., non solo dal punto di vista infrastrutturale, superando quindi le barriere architettoniche, cognitive e sensoriali, ma anche sotto l’aspetto della comunicazione, attraverso la realizzazione di materiali dedicati e pensati appositamente e favorendo una fruizione multisensoriale. A tal fine è stato realizzato un sito web  in cui è possibile trovare i vari progetti e interventi effettuati in materia di accessibilità del territorio alle persone con disabilità. Nel 2011, con il progetto “A Ciascuno il suo Passo”, ha preso il via un lavoro di collaborazione e condivisione sul campo che ha coinvolto un gruppo di professionisti, insieme a persone con disabilità, per fornire un’offerta turistica accessibile a 360°. Nel 2017 il progetto, coinvolgendo le cooperative sociali attive sul territorio, ha investito anche il settore turistico-ricettivo, ed è stato proposto un servizio di accompagnamento e assistenza. Viene inoltre realizzata la guida “Zeus”, che offre le esperienze e il punto di vista di persone con disabilità.

Nel sito Patrimonio Mondiale delle Dolomiti, il cui ente gestore è la Fondazione Dolomiti UNESCO, in materia di accessibilità e inclusione sociale ha preso il via nel 2014 “Dolomiti accessibili. Un Patrimonio per tutti”, progetto finanziato dall’allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito della Legge n.77/2006, recante “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella ‘Lista del Patrimonio Mondiale’”, posti sotto la tutela dell’UNESCO.

Sono 23 i percorsi disponibili e accessibili a tutti: anziani, famiglie, disabili, ai quali presto se ne aggiungeranno altri 15. Sono corredati di scheda tecnica, mappa, coordinate GPS, caratteristiche ambientali e geomorfologiche per permettere all’utente di scegliere in autonomia il percorso più adatto alle proprie capacità. Sul sito della Fondazione Dolomiti è disponibile anche una mappa interattiva attraverso cui scoprire le attività presenti nelle vicinanze rispetto alla propria posizione. La Fondazione è impegnata anche nell’ambito del progetto transfrontaliero (Italia-Austria) GATE (Granting Accessible Tourism for Everyone), che mira a rendere il turismo alpino sempre più inclusivo e a promuovere un approccio di tipo esperienziale.  Sarà quindi possibile accedere alla gola scavata dal torrente Bletterbach tramite un’esperienza virtuale in 3D adatta a tutte le età, disponibile in diverse lingue e sottotitolata per i visitatori con disabilità uditive e sarà disponibile anche un percorso multimediale visualizzabile tramite webapp, che illustrerà i caratteri geologici e geomorfologici tipici di questa zona.

Nel sito del Patrimonio Mondiale “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” è attivo il progetto “Land(e)scape the disabilities – Un paesaggio per tutti”, che ne ha reso universale, accessibile e inclusiva la fruizione. È stata infatti realizzata una mappa geolocalizzata dei percorsi accessibili ed è anche possibile visitare la mostra “Percorso sensoriale di Langhe-Roero e Monferrato” che, attraverso la lettura o la narrazione sonora permette di conoscere i valori e le peculiarità del territorio. È altresì disponibile un tour virtuale che ripropone attraverso video e immagini le sei componenti del sito: Langa del Barolo, Castello di Grinzane Cavour, Colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante e il Monferrato degli Infernot. Nel contesto del progetto “Land(e)scape the disabilities – Un paesaggio per tutti” segnaliamo anche la pubblicazione di  Linee guida  mirate alla diffusione di una cultura che prenda in considerazione anche le specifiche esigenze delle persone con disabilità. Uno strumento di riflessione destinato agli amministratori locali, agli operatori del settore e alla popolazione per un sistema territoriale più inclusivo e consapevole.

Per quanto riguarda invece le Riserve MAB, si segnala il caso del Parco del Delta del Po, al confine tra le province di Ravenna e Ferrara, nella parte romagnola, dove nell’estate del 2022 è stata inaugurata una pista ciclabile di 5,4 chilometri, lungo la striscia di terra che separa due versanti del Delta, tra Valle Furlana e Valle Lido di Magnavacca. Attraversata nei due lati da un paesaggio straordinario, nelle Valli di Comacchio, questa pista ciclabile consente quindi la mobilità anche dei disabili paraplegici, dotati di carrozzine, per la fruizione di questa parte del Parco. Il lungo percorso ciclabile “a mobilità lenta” collega l’argine del fiume Reno all’Oasi di Bellocchio, sempre all’interno del Parco.

In pochi mesi già diverse decine di disabili paraplegici ne hanno potuto usufruire, insieme ad appassionati di bicicletta, hanno spiegato i responsabili del Parco al Comitato Tecnico Nazionale nel corso del consueto meeting annuale delle Riserve Biosfere italiane aderenti al Programma dell’UNESCO Man and the Biosphere (MAB).

L’intervento sarà  ampliato nei prossimi anni, e fa parte di un progetto di turismo sostenibile più complessivofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Foto © Archivio Fotografico Comune di Ravenna

9 ottobre 2020

Agg.to 28 novembre 2022