EARTH NETWORK. L’iniziativa italiana per la salvaguardia dell’ambiente

Abbiamo meno di una decade per invertire la perdita di biodiversità, mitigare il cambiamento climatico e accelerare la ricostruzione degli ecosistemi.

Il progettoNetwork della terra“, nato con il supporto decisivo dell’Italia, promuove la creazione di un roster internazionale di esperti che intervengano con assistenza tecnica e “capacity building” per la salvaguardia degli ecosistemi all’interno dei siti UNESCO. Il network mobilita esperti provenienti dall’intero spettro della conoscenza ambientale e degli ecosistemi e li mette in comunicazione con i Paesi e le comunità locali che lo richiedano per affrontare le sfide sui territori in tema di biodiversità. Il progetto prevede anche la creazione di una banca dati della biodiversità e azioni mirate per il contrasto al cambiamento climatico, attraverso il coinvolgimento dei giovani e delle comunità locali.

Non riguarda solo i siti designati del Patrimonio mondiale, delle Riserve della Biosfera, dei Geoparchi e della Convenzione Ramsar sulle paludi del 1971, ma si estende anche ai siti candidati.

Le missioni sono organizzate su richiesta del management o delle autorità amministrative locali in consultazione con le rispettive Commissioni Nazionali e sviluppate in sinergia con la commissione Oceanica Intergovernativa (IOC), il Comitato Nazionale del Programma MaB, il programma Geoparchi (IGGP) e la Ocean Decade.

L’obiettivo di ogni missione è generare conoscenza attraverso gli interventi diretti sui territori, raccogliere dati per la creazione di un Portale UNESCO della biodiversità, provvedere all’addestramento di competenze sulla conservazione degli ambienti naturali. Il network prevede anche il supporto logistico e finanziario e cura la comunicazione sugli sviluppi del progetto.

Ogni intervento sul campo è al tempo stesso una opportunità per promuovere lo scambio intergenerazionale.  Il progetto infatti associa scienziati ed esperti senior e junior per stimolare lo scambio di prospettive ed esperienze diverse. Inoltre è fondato sul presupposto di far entrare in relazione le conoscenze e competenze locali del territorio con competenze scientifiche e tecnologiche maturate altrove, per scambiare forza e idee al fine di sviluppare politiche degli Stati membri più solide per affrontare il ripristino ecologico, il cambiamento climatico, il turismo di massa, la perdita di biodiversità e condividere soluzioni con altri partner mondiali.

Gli esperti messi a disposizione dal programma “Earth Network”, fondato con l’indispensabile supporto finanziario del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno già portato a termine missioni a Saint Kitts and Nevis e in Bulgaria. Il primo ha reso possibile affrontare la perdita di biodiversità e sviluppare pratiche di agricoltura sostenibile, creare lavoro, opportunità di impresa locale e suscitare attenzione per la Riserva della Biosfera di St. Mary. La seconda missione è stata portata a termine all’interno della Biosfera dei Balcani centrali, in Bulgaria, per l’adozione di un modello di governance allargato alla comunità locale, agli amministratori, al settore della ricerca accademica e alle Organizzazioni non governative per la conservazione della biodiversità e per un uso sostenibile del territorio.

Molti gli interventi programmati per l’immediato futuro, che riguardano la vasta aerea paludosa denominata Kafue flat in Zambia, il Parco Naturale di Mananara Nord nel Madagascar e gli edifici tradizionali di Asante in Ghana, iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. UNESCO ha inoltre individuato una serie di possibili interventi in Costa Rica, Ecuador, Messico, Guatemala, Perù, Vietnam, Indonesia, Maldive, Micronesia e Palau.

Al fine di assicurare la massima partecipazione al programma e sfruttarne le possibili sinergie con altre iniziative analoghe, il Segretariato sta incrementando strategie di informazione e di coinvolgimento degli Uffici UNESCO all’estero, in special modo nelle regioni più direttamente interessate dalle prossime missioni.