I Rapporti periodici dei siti del Patrimonio Mondiale

L’iscrizione di un sito alla Lista del Patrimonio Mondiale, conclusione del lungo processo di candidatura, segna anche l’inizio di una serie di responsabilità nella gestione e conservazione del bene e vincola gli enti gestori a una efficace attuazione della Convenzione UNESCO per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale del 1972. Il Comitato per il Patrimonio Mondiale infatti verifica periodicamente che i criteri che regolano l’iscrizione di un sito alla Lista del Patrimonio Mondiale vengano mantenuti nel tempo ed affianca gli enti gestori per un corretto management del sito. Gli strumenti di questo monitoraggio sono le rendicontazioni stabilite dalla Convenzione con l’obiettivo di raccogliere i dati sulle problematiche conservative e gestionali del Patrimonio Mondiale e, al contempo, di condividere a livello regionale buone pratiche e strumenti per l’amministrazione dei siti.

Il monitoraggio del Patrimonio Mondiale si realizza attraverso due tipi di attività. Il Monitoraggio Reattivo, pensato per far fronte a specifici impatti e alle principali minacce ai siti del Patrimonio Mondiale e il Rapporto Periodico, un obbligo stabilito dall’art. 29 della Convenzione.

Il Rapporto Periodico, basato su un processo di auto reporting a livello governativo nazionale e a livello di sito, si caratterizza per il suo essere continuo e proattivo. È il controllo periodico della salute e vitalità dei siti Patrimonio Mondiale in tutto il mondo e della corretta applicazione della Convenzione. Esso rappresenta un importante strumento per la valutazione dello stato di conservazione globale dei siti e delle principali sfide da affrontare in relazione a determinati fenomeni a livello globale o regionale, quali minacce economiche, climatiche, sociologiche, conflitti, ecc.

L’esercizio del Rapporto Periodico si svolge in un ciclo di sei anni, che impegna ogni anno una delle cinque regioni: nell’ordine Stati Arabi, Africa, Asia e Pacifico, America Latina e Caraibi e Europa e Nord America.

Rapporto periodico
Figura 1. Le fasi del Rapporto Periodico. (© UNESCO/Valentino Etowar)

Durante l’anno di esercizio, ogni paese della regione coinvolta nel monitoraggio deve presentare al Comitato per il Patrimonio Mondiale il suo Rapporto Periodico sull’applicazione della Convenzione nel suo territorio. Questo resoconto nazionale è di fatto una combinazione dei rapporti relativi a ciascun sito tramite un questionario online, e del rapporto di livello nazionale effettuato dai Focal Point dei paesi aderenti. I dati nazionali vengono utilizzati per la stesura dei rapporti regionali e dei relativi piani d’Azione, che il Comitato per il Patrimonio Mondiale esamina nelle sue sessioni annuali.

Prima che un nuovo ciclo inizi, c’è di solito una pausa di un anno o due, chiamata Periodo di riflessione.

Le informazioni raccolte durante l’esercizio del Rapporto Periodico hanno l’obiettivo di:

  • valutare lo stato di conservazione dei siti Patrimonio Mondiale;
  • valutare l’applicazione della Convenzione da parte degli stati membri;
  • stabilire se l’Eccezionale Valore Universale di tutti i siti Patrimonio Mondiale è stato conservato nel tempo;
  • aiutare a risolvere i problemi e questioni straordinarie attraverso un processo decisionale informato;
  • condividere esperienze, buone pratiche, conoscenze tra stati, manager dei siti e altri professionisti del Patrimonio Mondiale;
  • incoraggiare la cooperazione e creare reti tra gli stati e i vari soggetti coinvolti nella gestione dei siti;
  • fornire uno strumento decisionale agli Stati membri, istituzioni nazionali, il Comitato e il Centro per il Patrimonio Mondiale attraverso i Piani d’Azione;
  • facilitare la formulazione di strategie per rinforzare le capacità degli stati e per sviluppare un meccanismo di conservazione più sostenibile per i loro siti;
  • aumentare la consapevolezza in merito alla Convenzione e in particolare dell’importanza dell’Eccezionale Valore Universale e dei concetti di autenticità e integrità;
  • aiutare il Comitato per il Patrimonio Mondiale ad aggiornare i suoi dati e a rilevare possibili cambiamenti nello stato di conservazione dei siti.

risultati del Rapporto Periodico a livello di siti si traducono in una revisione del Piano di gestionea livello regionale in Piani d’azione, strumenti per stabilire priorità nazionali per l’implementazione della Convenzione.

I Piani d’azione sono formulati attraverso un processo partecipato che coinvolge i Focal Point nazionali, i manager dei siti, gli organi consultivi e il Comitato per il Patrimonio Mondiale. Da questo punto di vista il Piano d’azione è uno strumento generato dall’utente che incorpora i bisogni reali dei manager dei siti e degli stati membri. Perché esso sia efficace, deve contenere obiettivi raggiungibili e verificabili nel tempo e può includere anche un meccanismo integrato di monitoraggio per permettere al Comitato per il Patrimonio Mondiale di verificare i progressi nell’attuazione della Convenzione a livello nazionale, sub-regionale e regionale.

Il Primo e il Secondo Ciclo del Rapporto Periodico.

Il Rapporto Periodico è iniziato nel 1998 con il lancio del Primo Ciclo e attualmente, a distanza di più di due decenni, il processo è maturato sia negli obiettivi che nell’esecuzione. La regione araba è stata la prima a presentare il suo rapporto al Comitato nel 2000, seguita dall’Africa (2001), Asia e Pacifico (2003), America Latina e Caraibi (2004) e Europa (2006) e Nord America (2005).

In totale, 496 siti dei 146 stati membri hanno presentato il loro rapporto durante l’esercizio. Al termine del Primo Ciclo del Rapporto Periodico, il Comitato per il Patrimonio Mondiale ha lanciato l’Anno di Riflessione (2007), durante il quale è stata condotta una valutazione del Rapporto Periodico in tutte le regioni, dei punti di forza e di debolezza del format adottato dal Comitato per il Patrimonio Mondiale e del questionario sviluppato dal Centro per il Patrimonio Mondiale.

Dopo l’introduzione di numerosi miglioramenti al format, inclusa l’importante transizione verso il questionario online, nel 2008 è stato lanciato il Secondo Ciclo del Rapporto Periodico. Rapporti e piani d’azione sono stati presentati dalla regione Araba (2010), seguita dall’Africa (2011), Asia e Pacifico, America Latina e Caraibi (2013) ed Europa (2015) e Nord America (2014).

In seguito al Secondo Ciclo sono emerse diverse problematiche che sono state affrontate nell’ambito di una riflessione sull’Esercizio del Rapporto Periodico (2015-2017). Un gruppo di esperti del patrimonio culturale e naturale ha lavorato per semplificare e aggiornare il procedimento e il format del Rapporto Periodico. Il risultato è stato l’introduzione di un gran numero di cambiamenti e una vasta gamma di miglioramenti e innovazioni, come l’integrazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, una nuova enfasi sulle sinergie con le altre convenzioni e programmi pertinenti al Patrimonio Mondiale e lo sviluppo di un quadro di indicatori per l’implementazione della Convenzione.

Gli indicatori del monitoraggio.

I Rapporti Periodici sono realizzati a partire dalle informazioni raccolte per mezzo di un questionario online composto da due parti, la Sezione I (Livello nazionale) e la Sezione II (Livello di sito). Il monitoraggio si basa sulla raccolta di dati relativi a sei macroaree, che permettono di avere un quadro esaustivo sull’efficacia dell’attuazione della Convenzione:

1. Stato di Conservazione dei siti del Patrimonio Mondiale: verifica lo stato e i possibili fattori che incidono sull’Eccezionale Valore Universale del sito, la sua integrità e autenticità.

2. Gestione: misura l’efficacia della conduzione del sito, l’adeguatezza delle risorse finanziarie e umane e del budget.

3. Governance: rileva l’adeguatezza del quadro normativo per la protezione del patrimonio, la natura e il livello di coinvolgimento dei più importanti portatori d’interesse; analizza inoltre il piano o i piani d’azione per la promozione del patrimonio e la legislazione per la sua protezione.

4. Sinergie: misura l’esistenza di sinergie con altre convenzioni o strumenti normativi sulla cultura e biodiversità.

5. Sviluppo sostenibile: verifica se l’applicazione della Convenzione sta contribuendo alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo sociale ed economico inclusivo, come pure alla promozione della pace e della sicurezza.

6. Sviluppo delle competenze: rileva l’esistenza, l’efficacia e la partecipazione alle strategie e programmi sullo sviluppo delle competenze.

Le conclusioni del Secondo Ciclo del Rapporto Periodico: uno strumento operativo per l’esercizio del Terzo Ciclo.

Il Rapporto Periodico ha confermato che, a livello regionale, il riconoscimento dello status di Patrimonio dell’Umanità ha un impatto positivo sui territori interessati, soprattutto sulla consapevolezza del patrimonio, sulla sua gestione e tutela e sul turismo, anche se una piena consapevolezza sociale si ottiene pienamente attraverso il rafforzamento dei programmi educativi e di sensibilizzazione, presenti nel 75% dei siti naturali, ma solo nel 20% dei siti culturali.

Dai dati raccolti è risultato che in Europa l’Eccezionale Valore Universale è conservato nella maggior parte delle proprietà ed è stato meglio compreso dei gestori dei siti, mentre le buffer zone rimangono un’importante problematica gestionale che necessita di una più chiara comunicazione al pubblico in generale. Complessivamente, i sistemi gestionali sono risultati migliorati, sebbene in molti casi i piani e i processi creati sulla carta non siano stati completamente attuati nella realtà quotidiana dei siti.

Per quanto riguarda l’impatto del turismo, della gestione dei flussi dei visitatori e delle necessarie infrastrutture, è emerso che soltanto attraverso una gestione sostenibile e strategie per il turismo che coinvolgano le comunità locali, è possibile minimizzare la pressione dei flussi dei visitatori e nel contempo garantire la conservazione del sito. I fattori che hanno avuto un maggiore impatto sul Patrimonio Mondiale sono stati l’ambiente costruito (edilizia abitativa e trasporti), gli usi sociali e culturali del patrimonio (turismo e attività ricreative) e i fattori legati al cambiamento climatico, tema trasversale in tutta Europa, considerati le minacce principali per il Patrimonio, sia in atto che potenziali, che richiedono lo sviluppo di competenze nell’area della gestione dei rischi.

Oltre il 60% dei siti ha considerato il quadro normativo adeguato al mantenimento dell’Eccezionale Valore Universale. Spesso infatti i problemi sono derivati più dalle difficoltà nell’attuazione della legislazione che da inadeguatezza della stessa.

Per quanto riguarda le risorse, il Rapporto ha messo in evidenza che i governi nazionali hanno provveduto alla maggior parte dei finanziamenti (in media al 35%), seguiti dalle autorità regionali e locali. Esso ha posto inoltre l’accento sul fatto che la gestione dei siti non è stata sempre sufficiente a ricavare profitto diretto dalle entrate turistiche, a causa di restrizioni legali. Nonostante ciò, oltre il 50% delle proprietà ha affermato che lo status di Patrimonio Mondiale ha generato un qualche flusso finanziario per le comunità locali, specialmente nell’Europa occidentale.

Il contributo diretto delle comunità locali nei processi decisionali della gestione è rimasto molto basso: meno del 30% dei siti ha indicato che i residenti sono direttamente coinvolti nelle scelte gestionali. Il monitoraggio ha evidenziato chiaramente il bisogno di nuove risorse, di sviluppare le capacità e la consapevolezza delle comunità, di lavorare sulla gestione del patrimonio vivente e sullo sviluppo sostenibile dei siti.

Le conclusioni del precedente ciclo rappresentano la base di partenza per l’esercizio del Terzo Ciclo del Rapporto Periodico, iniziato nel 2018 e attualmente in corso in Italia e nei 51 stati membri in Europa e Nord AmericaIl monitoraggio, fondamentale per la Convenzione e vitale per il proseguimento del suo successo nella salvaguardia e nella trasmissione alle generazioni future del Patrimonio Mondiale, si concluderà nel 2024.

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Figura 2 Scansione temporale del 3° Ciclo del rapporto Periodico