Global Education Monitoring Report 2023: l’uso della tecnologia nell’educazione globale

 

Il Rapporto annuale di Monitoraggio sull’Educazione Globale, come stabilito dalla Dichiarazione di Incheon del 2015,  ha il compito di osservare e analizzare i progressi riguardo al raggiungimento  dell’ Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (OSS) 4, dedicato all’istruzione di qualità, inclusiva e permanente, e di monitorare inoltre l’implementazione delle politiche sull’educazione da parte dei Paesi membri.

Il Rapporto Globale sull’Educazione 2023 dal titolo “Tecnology in Education. A tool on whose term?”  ha come focus l’uso della tecnologia digitale nell’educazione globale.

Le opportunità e le sfide poste dall’uso delle tecnologie nell’educazione sono emerse con forza nello scenario generato dall’epidemia di covid – 19.

La tecnologia digitale influenza in modo determinante l’educazione: costituisce allo stesso tempo una rilevante fonte di informazione, il principale modo di veicolare i saperi, uno strumento per la formazione di competenze e di pianificazione dell’apprendimento ed è inoltre, essa stessa, un elemento costitutivo del contesto socio culturale dell’apprendimento.

Il dibattito globale attivato dall’UNESCO riguardo a questo tema è molto articolato e vi sono diverse visioni sul modo in cui il ruolo della tecnologia nell’apprendimento viene interpretato. Diversità di vedute rese ancora più ampie dalla rilevante accelerazione degli sviluppi tecnologici registrati negli ultimi anni attraverso l’uso dilagante delle intelligenze artificiali applicate al settore dell’educazione.

Uno degli elementi condivisi riguarda il riconoscimento del ruolo centrale del superiore interesse dei discenti nell’ambito dei sistemi educazionali, legato indissolubilmente al valore preminente delle relazioni interpersonali che le tecnologie digitali eventualmente possono facilitare e incrementare, ma mai sostituire.

Il GEM Report 2023 esplora questo dibattito, esamina le sfide alle quali la tecnologia può dare soluzioni, le questioni dell’equità nell’accesso, e del contributo delle tecnologie alla qualità dei sistemi di apprendimento; evidenzia, d’altra parte, come un uso errato della tecnologia possa andare a detrimento dell’educazione e possa rappresentare, in questi termini, anche un rischio per le nostre società.

L’accesso alle tecnologie digitali è un tema centrale ed è oggi considerato a pieno titolo come parte integrante del diritto all’educazione. Il Relatore Speciale sul diritto all’educazione ha affermato di recente che “l’implementazione del diritto all’educazione deve rispondere all’esigenza di tutte le persone di accedere, padroneggiare e usare la tecnologia come strumento in grado di fornire la capacità di divenire membri attivi della società” (United Nations Human Rights Council, 2022)

Nell’epoca dello sviluppo esponenziale dell’uso delle tecnologie digitale in tutti i campi della vita associata, la questione dell’equità nell’accesso è cruciale e complessa.

E’ un dato di fatto tuttavia che il diritto all’accesso alle tecnologie digitali resta ineguale a livello globale, nonostante le azioni messe in campo per contrastare questo fenomeno. La Giga Initiative, per esempio, sostiene la connettività tra le scuole facendo rete anche con le associazioni che si occupano di educazione sul territorio. L’Ufficio dell’UNICEF per l’innovazione e l’Unione Internazionale per le Telecomunicazioni hanno lanciato l’iniziativa nel 2019, con l’ambizioso intento di connettere ogni scuola con internet entro il 2030. Giga lavora insieme ai governi per mappare la richiesta di connessione, pianificare gli interventi nelle scuole per collegarle alla rete, e per fornire ai paesi infrastrutture protette, sicure e affidabili.

Un altro tema affrontato nel Rapporto riguarda il design universale per i dispositivi digitali. Le società dovrebbero tendere ad assicurare che i prodotti, l’ambiente, i programmi e i servizi seguano principi di design che possano essere utilizzati da tutti nel modo più esteso possibile, senza la necessità di adattamenti per specifici settori di apprendimento. Il design universale è definibile come una serie di principi che dà a tutti gli individui uguali opportunità di imparare. Per esempio i video sottotitolati e il touchscreen, originariamente pensati per assistere gli studenti autistici, sono popolari tra la maggior parte di insegnanti e studenti e possono essere utilizzati in modo trasversale.

Nei contesti educativi emergenziali le soluzioni educative sono basate sulle competenze disponibili, le risorse e le conoscenze presenti tra gli studenti e gli insegnanti. La velocità e la portabilità della tecnologia può venire incontro ai disagi che affliggono l’educazione delle persone rifugiate, come la distanza tra docenti e discenti, la mancanza di risorse, le barriere linguistiche e l’esclusione dalle opportunità di educazione formale. La tecnologia mobile è certamente una risorsa per ogni situazione di dislocamento volontario o forzato. I corsi trasmessi online e i modelli misti di educazione (online e tradizionale) hanno aumentato l’accesso dei rifugiati all’educazione secondaria.

L’intelligenza artificiale è un fattore di radicale trasformazione in tutti gli ambiti dell’istruzione e moltissime sono le sue potenziali applicazioni.

In particolare di fronte all’insorgenza dell’intelligenza artificiale generativa emerge la necessità di nuovi strumenti di valutazione del possesso di competenze specifiche. Se il tutoraggio automatico sostituisce alcuni compiti degli insegnanti, la preparazione e le pratiche di insegnamento mutano di conseguenza. La crescita della potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale generativa e le molteplici potenzialità messe a disposizione, pongono queste tecnologie al punto di volta anche nei sistemi educativi.

I rischi sono noti: la linea tra fonti affidabili e meno affidabili diviene sempre più sfumata. Il prodotto delle intersezioni tra diversi contenuti reperiti in rete dagli algoritmi, alcuni dei quali di origine incerta, potrebbe incidere sulla formazione dei discenti nelle diverse discipline, mettendo a rischio la qualità dell’apprendimento.

Vi sono inoltre rischi associati ai diritti umani: ne è un esempio l’uso di tecniche di sorveglianza e di profilazione occulta dell’utente considerato come potenziale consumatore. I rischi riguardano anche i diritti civili come nel caso di algoritmi che riproducono e potenziano pregiudizi e stereotipi di genere, di classe e di provenienza.

Ne emerge la necessità di ripensare l’istruzione in un mondo modellato dall’intelligenza artificiale. Confrontati con i nuovi strumenti tecnologici, la risposta ideale non può essere una maggiore specializzazione nei domini correlati alla tecnologia. Piuttosto sono necessari curricula bilanciati che mantengano o addirittura aumentino la compresenza di competenze digitali con quelle artistiche ed umanistiche per rinforzare la consapevolezza nella progettazione e nell’uso dei dispositivi, la responsabilità, l’empatia, il senso etico, la creatività e lo spirito di collaborazione.

Il coinvolgimento di sistemi di tutoraggio nell’insegnamento non può tradursi in una sostituzione degli insegnanti da parte dell’intelligenza artificiale ma significa, al contrario, che agli insegnanti è affidata una responsabilità ancora maggiore nella formazione dei discenti e nella guida della società in questa fase particolarmente critica.

Un importante consenso si è formato attorno alla necessità di poter godere dei benefici dell’intelligenza artificiale controllando i rischi correlati ai suoi usi attraverso una regolamentazione basata sull’etica, sulla responsabilità e sulla sicurezza. Per rispondere a questa esigenza nel settembre 2023 l’UNESCO ha pubblicato la prima guida per l’intelligenza Artificiale generativa nella ricerca e nell’educazione.

Le competenze digitali dovrebbero essere integrate da conoscenze tese a capire il funzionamento delle diverse tecnologie, a svelarne i meccanismi per mettere gli utenti nella condizione di poterle utilizzare con sicurezza e soprattutto con maggiore consapevolezza. In questo modo sarà possibile utilizzare i dispositivi digitali per aggiungere valore ai sistemi educativi, per affrontare i contenuti in modo critico, per proteggersi dai rischi e per agire online con piena e consapevole responsabilità nei confronti di sé stessi e degli altri.