Report di genere: Technology on her Terms

“La tecnologia è uno strumento. Promette un accesso più facile all’educazione; processi di apprendimento personalizzati e arricchiti. Ma la tecnologia, per quel che attiene al genere, non è ancora neutrale”   Dalla prefazione di Audrey Azoulay, Direttrice Generale dell’UNESCO

Pubblicato contestualmente al Rapporto annuale di Monitoraggio sull’Educazione Globale 2023, incentrato sull’uso della tecnologia nell’educazione globale, Il Report di genere: Technology on her terms è il Rapporto UNESCO 2024 che guarda all’interazione tra educazione e tecnologia con una lente di genere.

Il rapporto osserva in primo luogo l’impatto della tecnologia sulle opportunità nell’educazione delle ragazze e lo stato dei fatti attraverso numerosi rilievi statistici a livello globale.

Le disparità tra ragazze e ragazzi riguardano sia l’accesso alla tecnologia che l’acquisizione effettiva delle competenze digitali finali ai diversi gradi di istruzione. Norme sociali e culturali condizionate da pregiudizi sui ruoli assegnati ai generi impediscono un accesso equo all’uso delle tecnologie e una paritaria consuetudine con esse, sia dentro che fuori la scuola. E le ragazze si trovano sempre dalla parte svantaggiata della disparità.

La tecnologia offre molte risorse educative e d’altra parte rinforza norme sociali discriminatorie e stereotipi. Questa situazione è dovuta già in origine ai pregiudizi dei generatori di contenuti digitali che reiterano un’immagine della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica come discipline prevalentemente maschili, causando un allontanamento delle ragazze e delle giovani dalle carriere STEM, nonostante i loro reali talenti in questi settori.

L’impatto negativo delle tecnologie digitali sulle ragazze riguarda in particolare il bullismo che risulta amplificato dall’uso dei dispositivi online. Il design degli algoritmi dell’intelligenza artificiale è modellato sugli stereotipi più ricorrenti di sesso, di provenienza, di religione, di genere. Sondaggi effettuati in diversi paesi dal nord al sud del mondo mostrano come non solo le ragazze ma anche le persone LGBTQ siano a un rischio elevato di vittimizzazione. Uno stato dei fatti che desta molte preoccupazioni.

Questo rapporto indaga poi le potenzialità dell’educazione nel dare forma allo sviluppo tecnologico futuro e il suo ruolo per il superamento delle disparità presenti in questo ambito.

Le donne sono sottorappresentate nei settori del design tecnologico e nel processo di implementazione delle applicazioni software.  Attualmente a livello globale rappresentano solo il 35% dei laureati nelle materie STEM e detengono solo ¼ dei lavori nelle scienze, nell’ingegneria e nella tecnologia dell’informazione e della comunicazione. I’d blush if I could: closing gender divides in digital skills through education,  una pubblicazione UNESCO del 2019 sul divario di genere nelle competenze digitali, mostra come tra i paesi con un maggiore livello di benessere e percepiti come maggiormente sensibili rispetto al gap tra i generi, la presenza di donne nelle materie STEM non aumenti.

Questa situazione crea un circolo vizioso: essere esposte a norme di genere negative allontana tendenzialmente le ragazze dalle materie STEM, che vengono quindi deprivate dalla possibilità di influire su quegli stessi strumenti che le espongono a stereotipi di genere penalizzanti.

Ridurre l’esposizione ai social media, incoraggiare le ragazze a perseguire carriere nei settori scientifici attraverso la divulgazione di modelli di donne che fanno da esempio nei settori STEM, assicurare che le applicazioni tecnologiche non siano più disegnate in maniera predominante da uomini, sono alcune delle raccomandazioni che emergono da queste pagine, e di cui UNESCO sollecita l’implementazione presso i governi.

Molto si può fare infatti in questa direzione. La raccomandazione sull’”Etica dell’intelligenza artificiale”, pubblicata dall’UNESCO nel 2021 stabilisce una chiara cornice per monitorare e valutare i pregiudizi sistematici nell’ambito dell’IA e richiama all’importanza di alfabetizzazione sui media e l’informatica per consentire un uso critico e consapevole degli strumenti di IA.  Inoltre l’UNESCO ha lanciato di recente la piattaforma collaborativa Women4EthicalAI per assicurare che le donne siano equamente rappresentate nel design e nello sviluppo delle intelligenze artificiali e per contribuire a implementare le previsioni contenute nella Raccomandazione sull’“Etica dell’intelligenza artificiale”, dall’educazione alla ricerca, dall’economia al lavoro, nell’ambiente e negli ecosistemi.

Assicurare che le donne partecipino in egual misura alla trasformazione digitale in atto nel mondo significa assicurare che gli sviluppi futuri della tecnologia digitale siano radicati in visioni poliedriche e più complesse del mondo, che superino le attuali discriminazioni basate sui pregiudizi e sulle assegnazioni binarie dei ruoli e possano di conseguenza comprendere i bisogni di tutti e funzionare a vantaggio dell’intera umanità.