Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale

Situato in Emilia Romagna, il sito circonda l’intera cresta rettilinea di affioramenti di evaporiti che emergono sulle pendici settentrionali degli Appennini, dalla “Vena del gesso romagnola” alla valle del fiume Secchia, che espone, per erosione, alcuni dei giacimenti più antichi. Esso riunisce le aree più studiate a livello internazionale in materia di idrogeologia, mineralogia e speleologia nei sistemi carsici evaporitici dal XVI secolo: le esplorazioni e le scoperte che hanno avuto luogo in questo settore sono considerate pietre miliari nello sviluppo delle rispettive discipline.

Composto 7 da elementi, questo sito seriale comprende un’altissima densità di grotte di gesso (oltre 900, per un totale di 100 km di cavità, alcune delle quali raggiungono i 265 metri di profondità), ospita una densità di forme carsiche superficiali, grotte, sorgenti saline, minerali, speleotemi (depositi secondari in grotta) e giacimenti paleontologici, costituendo così la più completa, eccezionale e accessibile testimonianza dei fenomeni carsici in gesso e anidrite nei climi sub-tropicali umidi, unica a causa di una complessa relazione tra rocce, evoluzione geologica e clima.

In una fascia molto stretta, in falesie verticali che emergono dalle argille circostanti, è possibile studiare l’evoluzione dei depositi evaporitici mesozoici e cenozoici, come la trasformazione del gesso in anidrite e alabastro, con una facilità di accesso che ha portato alla loro esplorazione fin dall’era pre-scientifica. In realtà, le grotte sono state esplorate a partire dai tempi preistorici e divennero una delle prime aree di scavo di lapis specularis, cristalli trasparenti che potevano essere usati al posto del vetro durante l’epoca romana.

Eccezionale anche il suo valore paesaggistico. Infatti, nonostante il carsismo evaporitico sia generalmente considerato poco spettacolare, in questa zona costituisce una caratteristica peculiare del paesaggio e in alcune località possono essere osservati cristalli di oltre un metro di altezza.

Per approfondire si consiglia di visitare il sito ufficiale del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO, responsabile per l’iscrizione dei siti del Patrimonio Mondiale.

 

Immagine © Piero Lucci, tratta dal dossier di candidatura