Priorità Uguaglianza di Genere

L’Uguaglianza di Genere fa parte del programma d’azione contenuto nella Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 25 settembre 2015, n.70/1, dal titolo “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, strutturata in 17 obiettivi indivisibili e interdipendenti, che abbracciano la dimensione economica, sociale ed ambientale dello sviluppo sostenibile. Tra questi l’Obiettivo 5 si propone di “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze” attraverso 9 traguardi che mirano ad eliminare ogni forma di discriminazione, violenza e pratiche abusive, a promuovere la protezione sociale delle donne, le pari opportunità ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e nella vita pubblica, a garantire l’accesso alla salute sessuale e ai diritti in ambito riproduttivo, l’accesso alle risorse e ai diritti economici, a rafforzare l’utilizzo delle tecnologie in particolare dell’informazione e della comunicazione da parte delle donne, e a promuovere la parità di genere di donne e bambine a tutti i livelli.

Infatti, mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di genere attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (tra cui la parità di accesso all’istruzione primaria per ragazzi e ragazze), donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. L’approccio trasformativo dal punto di vista del genere corrisponde, nella visione dell’Agenda 2030, ad una piena e completa realizzazione dei diritti umani.

L’uguaglianza di genere è, inoltre, una delle priorità globali stabilite dalla Strategia di medio termine 2022-2029 dell’UNESCO. Attraverso il suo esclusivo mandato multidisciplinare l’UNESCO mira a perseguire un’azione trasformativa dal punto di vista del genere per sostenere gli Stati e le loro società ad affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile attraverso modalità innovative. L’obiettivo del superamento delle discriminazioni di genere nella Strategia di medio termine 2022-2029 è pertanto prioritaria a fianco della rafforzata attenzione all’Africa (la seconda prioritá globale), e ai gruppi prioritari individuati nei giovani,  particolarmente colpiti dall’emergenza del COVID 19 e nei Piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), caratterizzati da una vulnerabilità specifica dovuta ai cambiamenti climatici. Il tema dell’uguaglianza di genere sottende a tutti gli obiettivi strategici da perseguire in particolare attraverso l‘Educazione, di qualità, equa ed inclusiva, con particolare attenzione alla promozione della scienza e della tecnologia a favore della sostenibilità ambientale, all’educazione alla cittadinanza globale e alla pace, alla promozione di un ambiente tecnologico ispirato a principi etici per affrontare le sfide della trasformazione digitale. La priorità globale Uguaglianza di genere viene pertanto pienamente integrata in tutti programmi dell’Organizzazione mediante un monitoraggio rafforzato.

Nel 2025 UNESCO ha pubblicato la nuova edizione del Report UNESCO in Action for Gender Equality 2024-2025 che informa sui risultati e sull’impatto del lavoro dell’organizzazione illustrando come UNESCO guida il cambiamento con i suoi partner in tutto il mondo come laboratorio di idee, ente normativo, catalizzatore della cooperazione internazionale e dello scambio di esperienze al livello globale, e sostenendo gli Stati membri nella trasposizione dell’impegno per l’eguaglianza di genere in azioni concrete.

Di particolare rilievo, nella fase attuale di incremento delle guerre al livello planetario, rappresenta la sezione sulle donne e le crisi mondiali.

I conflitti armati hanno raggiunto il livello più alto dal 1946. Le statistiche dipingono una situazione grave, che va peggiorando.

Nel 2024 676 milioni di donne e bambine hanno vissuto da vicino eventi di conflitto mondiale, il numero più alto dagli anni ‘90. Una su due donne e ragazze in questo scenario è confrontata con l’insicurezza alimentare. In Ucraina 8 milioni di donne e ragazze hanno bisogno di assistenza umanitaria. A Gaza sono morte 28.000 donne e bambine dall’ottobre 2023, una donna e una bambina ogni ora. In Sud Sudan le donne e le ragazze vengono rapite e violentate durante i tentativi di trovare cibo per la loro famiglia.

Il 54% delle bambine e ragazze sono rimaste fuori dall’educazione scolastica nel mondo a causa delle guerre. Sono stati riportati 4.500 casi di violenza sessuale legati alle guerre di cui il 92% delle sopravvissute erano donne e ragazze. Il 90% delle organizzazioni di aiuto negli eventi di crisi sono state interessate da tagli dei loro fondi. 2,2 milioni di donne e ragazze sono state escluse dall’educazione secondaria in Afghanistran. 7 su 10 donne uccise in zone di guerra al livello mondiale sono morte a Gaza.

Il report 2024 2025 descrive l’impegno dell’UNESCO per ognuno dei quattro settori individuati nell’ UNESCO’s Global Priority Gender Equality Framework, una cornice di riferimento disegnata per il monitoraggio e la valutazione del report UNESCO in Action for Gender Equality, al fine di identificare tendenze e sfide principali:

  • Raggiungere l’eguaglianza di genere nell’educazione e attraverso l’educazione;
  • Rinforzare le donne nella scienza e nella tecnologia per l’azione ambientale;
  • Promuovere l’inclusione e combattere la violenza basata sul genere;
  • Superare il divario digitale di genere.

Nel settore dell’educazione emerge come nelle zone di conflitto le ragazze hanno un rischio più alto del 50% di restare fuori dalle scuole rispetto ai ragazzi. Mentre nel mondo 133 milioni di ragazze e 139 milioni di ragazzi non frequentano una scuola il peso cade in maniera sproporzionata sulle ragazze delle zone del mondo più vulnerabili: nell’Africa sub-sahariana  e rurale sono le ragazze a fare le spese maggiori della povertà: in Mali, Nigeria e Tanzania meno di un quarto delle ragazze raggiunge l’educazione secondaria.

Il gap di genere nell’educazione delle materie STEM rappresenta ancora una delle sfide più critiche: solo il 15% delle ragazze sceglie materie STEM rispetto al 35% dei ragazzi. Le donne continuano quindi ad essere sottorappresentate globalmente nei lavori correlati alla formazione tecnica e scientifica, anche nel settore emergente dell’intelligenza artificiale. Se i pregiudizi sulle capacità delle ragazze persistono, diffusi dalle famiglie, dagli insegnanti e dai loro pari, questi pregiudizi verranno potenziati dai social e dalla progettazione degli algoritmi e dei sistemi di intelligenza artificiale che vede le donne e le ragazze escluse dalla loro progettazione.

I risultati del bennio 2024 2025 mostrano come le iniziative dell’UNESCO forniscano risultati globali tangibili e impressionanti, riaffermando la sua posizione di leader globale nella promozione dell’uguaglianza di genere attraverso l’educazione.

Il report descrive poi il lavoro nel settore scientifico: solo il 33% dei ricercatori sono donne. L’UNESCO lavora per promuovere le opportunità per le donne e le ragazze di perseguire una carriera scientifica, con particolare attenzione alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro. Attraverso importanti iniziative, come il Premio L’Oreal Unesco per le Donne nella Scienza, fornisce esempi da seguire e organizza reti di mentori per le giovani scienziate favorendo il loro empowerment e stimolandole a contribuire con il loro potenziale e i loro saperi alla ricerca scientifica  e all’azione per un uso sostenibile delle risorse naturali. L‘iniziativa si articola anche in versioni nazionali, tra cui il Premio L’Oréal Italia UNESCO per le Donne e la Scienza.

La difesa dei diritti sociali e culturali delle donne, oggetto del terzo settore d’intervento individuato dal gender Equality Framework, implica il miglioramento della condizione delle donne nei posti di lavoro, la lotta alla violenza di genere, alle disciminazioni e agli stereotipi, anche in ambiente digitale. Un esempio di azione in questo contesto è il progetto sulla Libertà di espressione delle donne giornaliste. Nel mondo le donne giornaliste o attive nei media sono esposte ad attacchi basati sul genere – online e offline – drammaticamente in aumento, subiscono stigmatizzazioni, discorsi di odio, assalti fisici, stupri fino a diventare vittime di omicidi.

L’impegno nel settore delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza artificiale, per ridurre la disparità di genere rinforzando l’abilità e le competente delle ragazze e delle donne, assicurando uguale accesso e partecipazione allo sviluppo delle tecnologie digitali, include la definizione e l’implementazione di standard etici e linee guida. Ecco perchè l’UNESCO ha pubblicato nel 2021 la Raccomandazione sull’etica dell’Intelligenza artificiale, con un compendio utile per la sua applicazione, che la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha tradotto in italiano.

La raccomandazione, adottata all’unanimità da tutti gli stati membri, dedica una intera sezione al tema delle barriere e dei pregiudizi che possono impedire alle donne e alle ragazze la piena partecipazione e la leadership in ambiente digitale. In questa cornice l’UNESCO ha lanciato nell’aprile 2021 la piattaforma Women4Ethical AI che lavora sulla conoscenza, i contributi e le reti di esperti di Intelligenza artificiale per far avanzare l’uguaglianza di genere in questo settore. Si tratta di una piattaforma collaborativa che supporta il lavoro dei governi e delle imprese per assicurare che le donne siano rappresentate egualmente nel design, nell’uso e nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e per promuovere sistemi affidabili, inclusivi e sensibili al genere.

Il budget programmatico dell’UNESCO per l’uguaglianza di genere per il biennio 2024-2025 ha rappresentato il 19% : una percentuale tra le più alte nel sistema delle nazioni Unite, che ha visto una crescita del 3,5% rispetto al biennio precedente.

Dal gennaio 2024 al giugno 2025 UNESCO ha realizzato 48 pubblicazioni per approfondire diversi aspetti relativi alla parità di genere ed elaborare altrettante strategie:

 

 

L’impegno dell’UNESCO per la promozione dell’Uguaglianza di Genere nei settori della Tecnologia e della Scienza.

Contestualmente al Monitoraggio sull’Educazione Globale per il 2023, incentrato sull’uso della della tecnologia digitale nell’educazione globale, l’UNESCO ha pubblicato il  Gender Report: Technology on her Terms che osserva l’impatto della tecnologia in modo specifico sull’educazione delle ragazze e fa il punto della situazione attraverso numerosi rilievi statistici a livello globale.

Il divario di genere permane globalmente sia nell’accesso alle tecnologie che nelle opportunità di sviluppare competenze digitali. 130 milioni di donne in meno rispetto agli uomini posseggono un telefono mobile ed è di 244 milioni di donne il gap di genere nell’accesso a internet globalmente. Norme sociali e culturali spesso inibiscono un equo accesso delle ragazze nei settori digitali. ll design degli algoritmi e l’intelligenza artificiale generativa replicano e diffondono sulla rete e nei social media i pregiudizi e gli stereotipi di genere, un esempio di questi è la proiezione, amplificata, della rappresentazione dei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica come ambiti prevalentemente maschili.

Le donne sono attualmente sottorappresentate nel settore del design tecnologico e, ad oggi, rappresentano solo il 26% del personale coinvolto nello sviluppo del settore digitale. Questa situazione crea un circolo vizioso: dove le ragazze sono esposte a norme di genere penalizzanti, si tengono lontane dagli studi nelle materie STEM e si deprivano della possibilità di influire sui sistemi digitali che reiterano gli stereotipi di genere. I dati rivelano che la percentuale di donne e ragazze laureate nelle materie STEM è stagnante da 10 anni al 35%. Un altro effetto penalizzante dell’uso dei social media, che divulgano tra i teenager in modo massivo contenuti riferiti all’immagine corpeorea, è associata a difficoltà socioemozionali che colpiscono in modo particolarmente grave le ragazze, che sono anche le vittime principali, insieme alle persone non binarie, del cyberbullismo.

Il report evidenzia il ruolo cruciale dell’educazione nel ribilanciare la dimensione di genere nella tecnologia. Se la tecnologia infatti non è neutrale rispetto al genere, d’altra parte proprio la tecnologia può funzionare da leva per una educazione equa rispetto al genere.

Le Raccomandazioni che chiudono questa ricognizione sullo stato dell’educazione delle ragazze nel settore tecnologico, sono dirette in modo specifico alle politiche degli Stati relative all’educazione tecnologica, che devono essere disegnate, monitorate e valutate proprio sulla base di un concetto di tecnologia come veicolo di riforme e pratiche educative inclusive rispetto al genere. L’addestramento degli insegnanti deve affrontare le norme negative e gli stereotipi di genere che possono essere rinforzati dall’uso della tecnologia; è necessario stabilire una cornice chiara di competenze digitali che tutti i discenti dovrebbero acquisire, incluse quelle che servono a proteggersi contro la proliferazione della violenza online; la leadership femminile nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie deve essere promossa al fine di assicurare una trasformazione digitale sensibile al genere; l’accesso alle tecnologie deve essere garantita senza distinzione di provenienza, identità o abilità; è necessario promuovere attivamente le discipline STEM tra le donne e le ragazze e, parallelalemente, cambiamenti strutturali devono essere realizzati nel mondo delle Scienze per sostenere le loro carriere. Viene inoltre evidenziata l’importanza di creare autorità per la valutazione dell’educazione tecnologica, con particolare attenzione al settore del design e sviluppo degli algoritmi e dei sistemi basati sull’Intelligenza artificiale.

In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza che si celebra ogni anno l’11 febbraio, l’UNESCO ha lanciato nel 2024 la Call to action: Closing the gender Gap in Science che la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha tradotto in italiano.

La mancanza di uguaglianza di genere nella scienza non è solo un problema che riguarda le donne ma è un dato che limita il progresso scientifico e impedisce lo sviluppo di ogni Paese e i suoi sforzi per costruire società pacifiche.

Questa “Chiamata all’azione” si basa sugli approfondimenti e sulle analisi che sono emersi dal Forum Globale “il Futuro per le Donne e le Ragazze nella scienza”, organizzato dall’ UNESCO nel giugno 2023, e integra i contributi provenienti da una moltitudine di soggetti coinvolti, inclusi i rappresentanti delle organizzazioni internazionali, le istituzioni governative, le organizzazioni non governative e il mondo accademico, così come dal settore privato e da quello pubblico. Attraverso queste riflessioni sono stati identificate le sfide chiave e gli elementi più importanti che costituiscono il fondamento delle raccomandazioni qui contenute, volte ad affrontare le cause principali del divario di genere nella scienza.

Il suo fondamento risiede nei dati statistici: solo una su tre scienziati nel mondo è una donna, meno di 2/5 dei laureati nelle materie STEM è una donna, con variazioni tra le diverse discipline; questa proporzione diminuisce ai livelli più alti delle carrriere scientifiche, ad esempio solo il 12% dei membri delle Accademie Nazionali della scienza sono donne; non tutti i Paesi possiedono dati affidabili sulla partecipazione delle donne nella scienza, nel set di dati raccolti dall’Istituto di Statistica dell’UNESCO infatti, 98 Paesi non hanno fornito informazioni per il biennio 2018-2021.

Tre sono i pilastri sui quali l’UNESCO chiama all’azione trasformativa sulla partecipazione delle donne e delle ragazze nella Scienza: 1. Smantellare gli stereotipi e i pregiudizi nella scienza attraverso una maggiore visibilità delle donne scienziate ed esempi positivi dei ruoli delle donne nelle scienze; 2. Aprire percorsi educativi per le ragazze nella scienza attraverso strategie ed iniziative innovative nel campo dell’istruzione; 3. Creare ambienti di lavoro che rinforzino le donne con politiche ed azioni che promuovano l’inclusione, la diversità e l’uguaglianza.

Un gruppo di Esperti Internazionale e tre Gruppi di azione corrispondenti ai tre pilasti della Call to action, sono stati creati per guidare il lavoro dell’UNESCO e una vasta comunità di attori nei campi della scienza o collegati ad essa in un ottica intersettoriale, sono stati mobilitati per costruire forti connessioni, promuovere collaborazioni e far convergere più azioni verso l’obiettivo. La Scienza prospera grazie a differenti voci e competenze, per questo ogni donna con il potenziale di apportare contributi modesti, innovativi o decisivi alla scienza dovrà essere sostenuta nella realizzazione delle sue aspirazioni.

 

 

 

Ultimo aggiornamento 19 novembre 2024